Dalla dieta dei gruppi sanguigni alla dieta chetogenica

Proseguiamo il nostro percorso che fa luce sul cibo e sul nutrirsi, parlando oggi di alcuni degli stili alimentari più conosciuti e più, spesso impropriamente e ad occhi chiusi, seguiti.

Abbiamo già accennato al significato di “bisogno” in articoli precedenti, ed alla gerarchia che, generalmente e più ampiamente, esso segue, e, parlando di “nutrizione”, possiamo dire che anche questa, relativamente all’uomo, segua una gerarchia, infatti ci nutriamo di tre elementi, il cibo, l’acqua e l’aria.

Il cibo, elemento solido e terrestre, ciò che la terra ci dà, rende noi “terrestri”.

In Ebraico antico ADAM significa uomo fatto di terra e la Bibbia ci dice che l’uomo è fatto di argilla che si impasta con l’acqua, in cui Dio soffiò (aria) la vita originando ADAMO.

Aggiungiamo che la terra vive nel cosmo da cui noi riceviamo nutrimento, per cui si può dire che l’uomo sia anche Cosmico, Stellare… ecco l’Adamo Divino!

I Bisogni! Sappiamo che siamo tutti unici e particolari e che quello che è perfetto e portatore di pace ed equilibrio per qualcuno, per qualcun altro è totalmente in dissonanza.

Quindi, parlando di stili alimentari, dobbiamo non dimenticarci mai della nostra UNICITÀ e del nostro stato presente; oggi possono avere uno stato generale di pulizia e benessere e, nel divenire dei processi interiori personali e di crescita, in altro momento dover affrontare processi infiammatori di qualsivoglia natura ed entità.

Detto questo, ci approcceremo al cibo ed al nutrimento con spirito critico e grande attenzione ai nostri bisogni ed a quello che il nostro sistema dice.

Mangiare bene, secondo le nostre vere esigenze, aiuterà non solo al riequilibrarsi del peso corporeo, ma donerà armonia all’uomo fisico, mentale e spirituale che ognuno di noi è.

Dieta dei Gruppi Sanguigni

Peter D’Adamo, Naturopata americano, ha portato avanti gli studi del padre James che, negli anni ‘60 aveva iniziato a sperimentare cibo e gruppi sanguigni.

Ipotizza che “i gruppi sanguigni si siano differenziati grazie alla diversa alimentazione adottata dalle varie popolazioni durante l’evoluzione del genere umano”, e tende ad indicarci la “tipologia” del relativo sistema immunitario.

Pietro Mozzi oggi in Italia ne ripercorre la strada dopo anni di sperimentazione.

In sintesi, si basa sulla distinzione applicabile all’uomo, in base al gruppo sanguigno che possiede (i gruppi sanguigni sono 4: 0, A, B, ed AB), per il quale esistono alimenti “sì”, alimenti “no” e alimenti neutri, anche se Mozzi consiglia di sperimentare ed imparare ad ascoltare i segnali del proprio corpo, sempre!

Gruppo 0: Il più antico tra i gruppi sanguigni, risalente al periodo Paleolitico; chi possedeva il gruppo 0 aveva una vita errante e solitaria, quella del cacciatore.

La dieta prevede una alimentazione simile alla Paleodieta, iperproteica.

Gruppo A: Gruppo risalente al periodo Neolitico; chi possedeva il gruppo A era un produttore e coltivatore.

La dieta, ad esclusione di eccezioni come carne bianca e pesce, è vegetariana.

Gruppo B: Gruppo risalente a popolazioni nomadi del Medio Oriente, circa 10.000/15.000 anni fa.

Dieta in equilibrio tra animale e vegetale.

Gruppo AB: Il gruppo più giovane, raro e complesso.

Una dieta che va seguita con particolare attenzione, poiché possiede caratteristiche sia del gruppo A che del gruppo B, con valenze anche negative.

Pro: E’ un regime alimentare che porta avanti delle linee guida sane ed equilibrate, dando importanza alla persona in senso olistico ed in termini di auto-ascolto e crescita. Molto utile, e spesso con risultati sorprendenti, in caso di malattie infiammatorie e problemi di salute generali.

Attenzione: Non ha valenza scientifica. Esiste il rischio che possa “intrappolare” chi vi si approccia in termini di rigidità e perdita della bellezza del nutrirsi, in quanto spinge a schematicità; in realtà, già dagli autori, c’è spinta all’ascoltarsi e sperimentare.

Conviene essere sempre seguiti e/o consigliati da un esperto.

Dieta chetogenica

In sintesi si tratta di un regime alimentare che prevede la drastica riduzione dell’assunzione di carboidrati alimentari in modalità precise, con l’aumento delle proteine e dei grassi. Questo con lo scopo di costringere il corpo a prodursi da solo il glucosio, come fonte di energia cioè il carburante per il corpo, aumentando il consumo dei grassi accumulati nel tessuto adiposo. Ciò produce corpi chetonici (da qui il nome) che, in condizioni normali sono un residuo metabolico della produzione energetica che viene autonomamente e naturalmente smaltito anche dalla urine, nel caso di tale dieta se ne accumulano in eccesso con conseguenze che interessano sì il dimagrimento in qualche modo, ma che portano spesso ad uno stato detto chetosi, che può portare anche ad effetti seri sulla salute.

Si tratta di un regime alimentare molto estremo e molto controverso

Pro: Aiuto in DCA, disturbi del comportamento alimentare, aiuta a mantenere costanti glicemia e insulina…

Attenzione: Possibilità di sviluppare ipoglicemia, ipotensione, aumento del carico sui reni ed effetto tossico su questi, tendenza alla disidratazione, alitosi, carico eccessivo di lavoro sul fegato, tendenza a crampi muscolari, palpitazioni ecc.. ecc..

Pericoloso per alcune categorie a rischio ecc

Questo approccio al cibo viene molto spesso utilizzato per perdere peso.

Necessita di un monitoraggio costante della concentrazione di corpi chetonici nell’organismo (ad esempio testando il ph nelle urine) che può essere fatto in autogestione o con il supporto di uno specialista.

Si consiglia sempre il supporto di uno specialista.

Bibliografia:

“Nutrizione cosciente” Nevio Sgherla – Settimocielo Edizioni

“La dieta del dottor Mozzi – Gruppi sanguigni e combinazioni alimentari”

Il termine “guarigione”, ove utilizzato, va inteso nel senso di “raggiungimento di uno stato di amore per sé stessi e per gli altri, armonia interiore, consapevolezza e autorealizzazione”.

Il Naturopata, Operatore Olistico disciplinato ai sensi dell’art l Legge 4/2013, non si avvale di strumenti di natura psicologica, la prestazione erogata non è di natura medico-sanitaria, non ha quindi in nessun caso valore di diagnosi o di terapia né intende sostituirsi ad esse.

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